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Giochi di rime per bambini: 8 idee semplici

Di Redazione di Kids Learning · Aggiornato il

Terzo gradino del percorso di prescrittura

I giochi di rime funzionano meglio se si fanno a voce alta e in due: si ascoltano i suoni finali delle parole, si trovano coppie che «suonano uguale» e solo dopo si passa alle immagini da collegare con la matita. Ecco otto idee semplici, adatte alla scuola dell'infanzia.

Otto giochi di rime

  1. «Chi fa rima con…?» L'adulto dice una parola (sole) e il bambino cerca una parola che suoni alla fine nello stesso modo (cuore, amore). Non è importante che sia una parola vera: anche una parola inventata va bene.
  2. Il gioco dell'intruso. Si dicono tre parole, due rimano e una no («gatto, matto, pera»). Il bambino trova l'intruso.
  3. La filastrocca incompleta. L'adulto recita una filastrocca e si ferma prima dell'ultima parola: il bambino la completa.
  4. Il memory delle rime. Carte con immagini: si cercano le coppie che rimano.
  5. Collega le immagini. Su una scheda, due colonne di immagini da unire con una linea quando i nomi rimano.
  6. Cerchia le rime. Una fila di immagini: il bambino cerchia quelle che finiscono con lo stesso suono del modello.
  7. Il gioco in auto. Senza materiale, a turno: «Io dico una parola, tu trovi la rima».
  8. La storia in rima. Si inventa una storiella di quattro versi con parole che rimano.

Perché fanno bene

L'ascolto dei suoni finali è una delle basi della lettura: il bambino impara che le parole sono fatte di pezzetti. Inoltre i giochi di rime sono brevi, a voce, senza fatica: sono il contrappeso ideale alle attività di mano.

Come rendere il gioco una routine

MomentoGiocoDurata
In auto«Chi fa rima con…?»2-3 minuti
A tavolaL'intruso2 minuti
Prima di dormireFilastrocca incompleta3 minuti
Al tavolo di lavoroScheda da collegare o cerchiare5-10 minuti

Le schede di rime nel quaderno

Il quaderno Il gioco delle rime di Mani in Azione ha 14 pagine: si trovano le immagini che finiscono con lo stesso suono, si fanno abbinamenti, si cerchia e si collega. È pensato per fare in due, a voce alta. Insieme al quaderno Abbina l'immagine alla parola (22 pagine, con carte e schede da collegare, ritagliare e abbinare e prime parole con immagini chiare), prepara alla lettura senza la pressione di «scrivere bene». Fanno parte di un download di 8 quaderni e 167 pagine A4, a 15,99 €.

Un esempio di sessione di dieci minuti

Si comincia con due minuti di ascolto: l'adulto legge una filastrocca breve con le rime ben marcate. Poi quattro minuti di gioco a voce («Chi fa rima con luna?»), lasciando che il bambino proponga anche parole inventate. Infine quattro minuti con una scheda: il bambino collega le immagini che rimano e, se vuole, colora quelle che ha trovato. La sessione finisce con una rima scelta da lui, che l'adulto ripete ad alta voce. Così il gioco ha un inizio, uno sviluppo e una fine, e il bambino sa sempre che cosa aspettarsi.

Rime e lettura: cosa c'entrano

Quando un bambino sente che «sole» e «cuore» finiscono allo stesso modo, sta imparando a spezzare le parole in suoni. È una capacità che torna utile quando si arriva alle lettere, perché collegare un suono a un segno è più facile se il suono è già familiare. Per questo i giochi di rime non sono un passatempo isolato ma un ponte verso la lettura, da affiancare ai tracciati che preparano la mano alla scrittura.

Consigli

Per continuare

Dopo i giochi di ascolto, il passo successivo sono i tracciati: leggi schede di prescrittura. Per altre attività di mente e mano, vedi schede di logica.

Domande frequenti

A che età si iniziano i giochi di rime?

Già verso i 3-4 anni, a voce, con filastrocche e giochi di ascolto. Verso i 5-6 anni si possono abbinare immagini che finiscono con lo stesso suono.

Perché le rime aiutano?

Allenano l'ascolto dei suoni delle parole, una base utile per la lettura e la scrittura. Sono anche un modo giocoso di stare insieme.

Servono per forza le schede?

No. Si può giocare a voce, in auto o a tavola. Le schede danno un supporto visivo e un'attività in più da fare con la matita.